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Impianti di accumulo e trattamento delle acque di prima pioggia

La gestione delle acque di prima pioggia è uno degli obiettivi primari ai fini della tutela dei corpi idrici ricettori. 

Tali acque, infatti, costituiscono il veicolo attraverso cui un significativo carico inquinante costituito da un miscuglio eterogeneo di sostanze disciolte, colloidali e sospese, comprendente metalli, composti organici ed inorganici, viene scaricato nei corpi idrici ricettori nel corso di rapidi transitori.

La acque di prima pioggia necessitano pertanto di opportuni trattamenti al fine di assicurare la salvaguardia degli ecosistemi acquatici conformemente agli obiettivi di qualità fissati dalle Direttive Europee 2000/60/CEE (direttiva quadro nel settore delle risorse idriche) e 91/271/CEE (Concernente il trattamento delle acque reflue urbane).

In ambito urbano le sorgenti che causano l’alterazione della qualità delle acque meteoriche di dilavamento possono essere distinte in sorgenti diffuse sul territorio (rete stradale, parcheggi, etc.) e sorgenti puntuali come nodi infrastrutturali e piazzali di siti produttivi, nelle quali la tipologia di carico inquinante è fortemente vincolata alla specifica attività svolta. 


 
 

 
 
Descrizione e funzionamento 

Il trattamento delle acque di prima pioggia prevede un sistema di grigliatura, dissabbiatura e disoleatura. Le acque di prima pioggia vengono convogliate tramite un pozzetto di by-pass (separatore acque di prima pioggia dalle acque di seconda pioggia) in apposite vasche dette “Vasche di prima pioggia”. Il sistema di trattamento prevede 3 fasi distinte:

Separare tramite un pozzetto scolmatore le prime acque meteoriche, che risultano inquinate, dalle seconde. 

Accumulare temporaneamente le prime acque meteoriche molto inquinate perché dilavano le strade ed i piazzali, per permettere, durante il loro temporaneo stoccaggio, la sedimentazione delle sostanze solide; 

Convogliare le acque temporaneamente stoccate ad una unità di trattamento per la separazione degli idrocarburi. 

Nella pratica corrente, le acque di prima pioggia vengono separate da quelle successive (seconda pioggia) e rilanciate all’unità di trattamento ( Disoleatori NS ) tramite un bacino di accumulo interrato di capacità tale da contenere tutta la quantità di acque meteoriche di dilavamento risultante dai primi 5mm di pioggia caduta sulla superficie scolante di pertinenza dell’impianto.

Il bacino è preceduto da un pozzetto separatore che contiene al proprio interno uno stramazzo su cui sfiorano le acque di seconda pioggia dal momento in cui il pelo libero dell’acqua nel bacino raggiunge il livello della soglia dello stramazzo. Nel bacino è installata una pompa di svuotamento che viene attivata automaticamente dal quadro elettrico tramite un microprocessore che elabora il segnale di una sonda rivelatrice di pioggia installata sulla condotta di immissione del pozzetto. 

Alla fine della precipitazione, la sonda invia un segnale al quadro elettrico il quale avvia la pompa di rilancio dopo un intervallo di tempo pari a 96 h meno il tempo di svuotamento previsto. 

Se durante tale intervallo inizia una nuova precipitazione, la sonda riazzera il tempo di attesa. 
Una volta svuotato il bacino, l’interruttore di livello disattiva la pompa e il sistema si rimette in situazione di attesa.



Assistenza tecnica impianti di prima pioggia

* Pulizia e verifica funzionale sonda
* Verifica meccanica tubazioni e setti deflettori
* Verifica funzionamento valvola antiriflusso
* Verifica programma di svuotamento automatico dei bacini Impianti di separazione idrocarburi:
* Verifica e pulizia del filtro a coalescenza
* Verifica di funzionamento dell’otturatore a galleggiante
* Verifica meccanica tubazioni e setti deflettori
* Verifica vasca di separazione fanghi e vasca oli 
 
 
Legislazione acque di prima pioggia

Per quanto concerne le sorgenti diffuse, come documentato in letteratura, sono state condotte numerose campagne di monitoraggio per la caratterizzazione delle acque di prima pioggia volte alla determinazione sia del processo di formazione ed accumulo delle sostanze inquinanti sia alla successiva fase di trasporto all’interno del sistema di drenaggio di tipo unitario e separato. 
Normativa 

L’art. 113 del Decreto Legislativo 03 Aprile 2006 n° 152 parte III (Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento) afferma che le acque vanno disciplinate. Le direttive comunitarie n° 91/271/CEE (Trattamento delle acque reflue urbane), e n° 91/676/CEE (Acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia), entrambe recepite dallo stato italiano, affermano:

“.......ai fini della prevenzione di rischi idraulici ed ambientali, le regioni, previo parere del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, disciplinano e attuano: 

a) le forme di controllo degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate; 

b) ……, ecc.”. 

La legge della regione Lombardia del 24 marzo 2006 n° 4, relativa alla “Disciplina dello smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne” in attuazione dell’articolo 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n°26 (BURL del 28 marzo 2006 n° 13, 1° suppl. ord.) sancisce (si riportano alcuni articoli) : 

Art. 3 (acque di prima pioggia e di lavaggio soggette a regolamentazione) 

La formazione, il convogliamento, la separazione, la raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque di prima pioggia sono soggetti alle disposizioni del presente regolamento qualora tali acque provengano: 

a) da superfici scolanti di estensione superiore a 2000 mq, calcolata escludendo le coperture e le aree a verde, costituenti pertinenze di edifici ed installazioni in cui si svolgono le seguenti attività: industria petrolifera, industrie chimiche, trattamento e rivestimenti dei metalli, concia e tintura delle pelli e del cuoio, produzione della pasta carta (della carta e cartone), produzione di pneumatici, aziende tessili che eseguono stampa tintura e finissaggio di fibre tessili, produzione di calcestruzzo, aree intermodali, autofficine, carrozzerie;

) dalle superfici scolanti costituenti pertinenza di edifici ed installazioni in cui sono svolte attività di deposito rifiuti, centro di raccolta e/o trasformazione degli stessi, deposito di rottami e deposito di veicoli destinati alla demolizione; 

c) dalle superfici scolanti destinate al carico e alla distribuzione di carburante ed operazioni connesse e complementari nei punti vendita delle stazioni di servizio per autoveicoli; 

d) dalle superfici scolanti specificatamente o anche saltuariamente destinate al deposito, al carico, allo scarico, al travaso e alla movimentazione in genere delle sostanze di cui alle tabelle 3/A e 5 dell’allegato 5 del Decreto Legislativo 03 Aprile 2006 n° 152 parte III. 

Art. 5 (sistemi di raccolta e convogliamento delle acque di prima pioggia e di lavaggio) 

1) Tutte le superfici di cui all’articolo 3 devono essere impermeabili. 

2) Le acque di prima pioggia e le acque di lavaggio, che siano da recapitare in corpo d’acqua superficiale ovvero sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, devono essere avviate ad apposite vasche di raccolta a perfetta tenuta, dimensionate in modo da trattenere complessivamente non meno di 50 mc per ettaro di superficie scolante (di seguito vasche di prima pioggia). 

3) Alle acque meteoriche di dilavamento deve essere destinata una apposita rete di raccolta e convogliamento, munita, nei casi di cui al comma 2, di un sistema di alimentazione delle vasche di prima pioggia che le escluda automaticamente a riempimento avvenuto; la rete deve essere dimensionata sulla base degli eventi meteorici di breve durata e di elevata intensità caratteristici di ogni zona, e comunque quanto meno assumendo che l’evento si verifichi in quindici minuti e che il coefficiente di afflusso alla rete sia pari a 1 per la superficie scolante e a 0,3 per quelle permeabili di qualsiasi tipo ad esse contigue, escludendo dal computo le superfici incolte e quelle di uso agricolo.

La normativa della regione Lombardia è ormai adottata da quasi tutte le regioni italiane. 
La sanzione prevista per chi non osserva tali disposizioni legislative è regolata dalla 152/2006 parte III art. 133 comma 9 con una multa da 1500 a 15000 euro e per chi non rispetta l’art 113 dello stesso decreto comma 3 si applica la sanzione penale enunciata nel D.Lgs 152/2006 parte III art. 137 comma 9 che prevede l’arresto da 2 mesi a 2 anni.



Approfondimenti impianti prima pioggia


Con il termine “acque di prima pioggia “vengono definite le quantità di acqua piovana precipitata nei primi 15 minuti dell’evento meteorico; per tali quantità viene definito un valore di riferimento che solitamente è di 5 mm uniformemente presenti sull’intera superficie.

Il trattamento epurativo e smaltimento di tali acque sarà operato con “Impianti di trattamento acque di prima pioggia “mirati al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

-separare le acque di prima pioggia da quelle successive 
-trattare adeguatamente le acque di prima pioggia con adeguato sistema epurativo.

La continua crescita delle aree destinate ad espansione residenziale ed industriale, con conseguente realizzazione di superfici impermeabilizzate (cementate o asfaltate) a scapito di superfici permeabili-drenanti associato all’incremento dell’intensità dei fenomeni meteorici, stanno determinando situazioni ad alto rischio sia sotto il profilo della salvaguardia ambientale, sia per quanto concerne la tutela dei corsi idrici, collettori fognari ed infrastrutture.

Le situazioni critiche in cui versano molti corsi d’acqua, spesso inadeguati a ricevere portate meteoriche urbane ed extraurbane, così come le reti fognarie, spesso di tipo misto, impongono precise scelte orientate al controllo delle portate ed al trattamento depurativo delle acque meteoriche.

Gli obiettivi principali da perseguire sono rivolti al controllo delle portate allo scarico al fine di ridurre da un lato i rischi legati alle esondazioni dei corpi idrici recettori e dall’altro gli allagamenti delle aree scolanti, controllando lo smaltimento idraulico dei picchi di piena durante eventi meteorici di straordinaria importanza, oltre alla rimozione delle sostanze inquinanti dalle acque meteoriche. 

Gli interventi sono rivolti quindi al trattamento dell’intera portata delle acque di dilavamento delle superfici scolanti o di una porzione di esse, definite acque di prima pioggia.

A seconda dei casi devono essere individuati i trattamenti di depurazione specifici in presenza di superfici pavimentate che comportino il rischio di dilavamento di sostanze pericolose in grado di determinare effettivi pregiudizi ambientali o sistemi più blandi, che comunque devono almeno comprendere comparti di separazione di sabbie ed oli minerali previa sedimentazione e/o sistemi di disoleatura accelerata.

In questi contesti Hydros propone alla propria clientela una vasta gamma di applicazioni con l’obbiettivo di fornire soluzioni ottimali sotto il profilo tecnico, operativo ed economico, realizzando sistemi modulari prefabbricati o impianti appositamente progettati e realizzati per ogni caso specifico. 

Hydros , può contare su una qualificata equipe di Ingegneri ed uno staff tecnico con pluriennale esperienza nella progettazione, sviluppo e gestione delle commesse. 
E’ quindi in grado di curare lo studio preliminare, la progettazione e la costruzione di:

•Impianti per il trattamento di acque meteoriche e di prima pioggia, per superfici pavimentate e stradali. 
Le soluzioni proposte da Hydros prevedono impianti specifici per la separazione ed il trattamento delle acque di prima pioggia o sistemi di separazione in continuo di sabbie ed oli minerali, applicando la più efficace tecnologia a pacchi lamellari/tubolari o con filtri a coalescenza.

Tali applicazioni possono essere abbinate a trattamenti di affinamento mediante filtrazione, comparti di rimozione di metalli pesanti mediante tecnologia a scambio ionico e sistemi appositamente progettati per il trattamento delle superfici stradali.

•Impianti ed apparecchiature per vasche di laminazione e vasche volano. 

Hydros adotta le più evolute tecnologie presenti sul mercato, proponendo i più evoluti sistemi di flussaggio a depressione, oltre ai più tradizionali sistemi di flussaggio a cacciata (vasche a ribaltamento o clapet di fondo) o impianti a dissipazione di energia (miscelazione o sitemi di pompaggio con idroeiettore), abbinati ad impianti di pompaggio, sistemi di controllo delle portate mediante regolatori di portata e specifiche paratoie comandate da sistemi di misura dei livelli.
 
 
 
 
 
 
 
 
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